Biografia di Annibale Carracci
A. CARRACCI
Opere di Annibale Carracci a Roma
martedì 9 aprile 2024
Biografia di Annibale Carracci
sabato 6 aprile 2024
San Francesco penitente - Annibale Carracci - Pinacoteca Capitolina
San Francesco penitente
Annibale Carracci
Pinacoteca Capitolina
Trittico della Deposizione - Annibale Carracci - Palazzo Barberini
Trittico della Deposizione
Annibale Carracci
Palazzo Barberini
Ritratto di Giovane - Annibale Carracci - Palazzo Barberini
Ritratto di Giovane
Annibale Carracci
Palazzo Barberini
Analogamente al suo contemporaneo Michelangelo Merisi, inizierà un processo di riforma della pittura che abbandonerà i virtuosismi del manierismo e riporterà l'arte figurativa, sia pure con modalità diverse, alla natura e alla verosimiglianza delle immagini.
Giovane Uomo - Annibale Carracci - Palazzi Spada
Giovane Uomo
Annibale Carracci
Palazzi Spada
Paesaggio con la fuga in Egitto - Annibale Carracci - Galleria Doria Pamphilij
Paesaggio con la fuga in Egitto
Annibale Carracci
Galleria Doria Pamphilij
mercoledì 3 aprile 2024
Gli amori degli dèi - Trionfo di Bacco e Arianna - Annibale Carracci - Palazzo Farnese
Gli amori degli dèi - Trionfo di Bacco e Arianna
Annibale Carracci
Palazzo Farnese
Il cardinale Odoardo Farnese commissiona la decorazione della Galleria del palazzo di famiglia ad Annibale Carracci e agli artisti che lo avevano seguito in città, tra cui il fratello Agostino e il giovane Domenichino. La Galleria, un lungo e stretto salone in cui i Farnese avevano raccolto la loro collezione di antichità, è affrescata fra il 1598 e il 1601 e diventa ben presto uno dei cicli più importanti del Seicento italiano. Non è chiara l’esatta motivazione nella scelta dei soggetti degli Amori degli dèi, che culminano nel centrale Trionfo di Bacco e Arianna: una delle ipotesi, su cui però non tutti i critici sono concordi, è che la decorazione sia stata commissionata per celebrare il matrimonio di Ranuccio Farnese, duca di Parma e Piacenza, con Margherita Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII, avvenuto il 7 maggio del 1600.
Nel riquadro centrale ,"Il Trionfo di Bacco e Arianna" rappresenta un corteo nuziale, con i due sposi, Bacco e la mortale Arianna, seduti su due carri, uno dei quali è dorato e trainato da due tigri, l’altro argentato trainato da due arieti.I carri avanzano accompagnati da figure danzanti, che recano strumenti musicali, stoviglie e ceste con le cibarie, secondo la tipica iconografia della celebrazione dionisiaca. Negli altri riquadri :
Pan e Diana: Il tema di questo quadro riportato è tratto dalle Georgiche di Virgilio, dove si narra di come la casta dea Diana sia stata sedotta da Pan con l’offerta di bianchissime lane
Mercurio e Paride: Mentre Paride è seduto sotto un albero in compagnia del suo cane, piomba dall’alto Mercurio che gli consegna il pomo d’oro che l’eroe troiano utilizzerà nel celebre giudizio che da lui prende il nome e dal quale scaturirà la guerra di Troia.
Polifemo e Galatea: La storia narrata è tratta dalle Metamorfosi di Ovidio: il brutale ciclope Polifemo si è innamorato della nereide Galatea
Polifemo e Aci: La scena è sempre tratta dalla Metamorfosi di Ovidio , Polifemo, concluso il suo canto per l’amata, si imbatte in Galatea ed Aci che amoreggiano
Giove e Giunone : Il riquadro con Giove e Giunone è tratto dall’Iliade e raffigura il momento in cui Giunone cerca di distrarre Giove, seducendolo, dalle sorti della guerra di Troia
Diana e Endimione: In questo riquadro Selene addormenta eternamente il giovane e bellissimo pastore per amarlo mentre egli dorme
Ercole e Iole : La scena mostra Ercole in attitudini femminili mentre Iole indossa la pelle del leone di Nemea e impugna la clava (tipici attributi di Ercole)
Assunzione della Vergine - Annibale Carracci - Chiesa di S. Maria del Popolo
Assunzione della Vergine
Annibale Carracci
Chiesa di S. Maria del Popolo
L’ “Assunzione della Vergine” è un dipinto (olio su tavola, cm 245×155) realizzato tra il 1600 e il 1601 dal pittore italiano, di origine bolognese, Annibale Carracci, e attualmente conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.
La Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo, dove il dipinto è collocato, appartiene al cardinale Tiberio Cerasi, tesoriere di Papa Clemente VIII, il quale intorno al 1600 commissiona al Caravaggio due tele, la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo” e ad Annibale Carracci la pala d’altare raffigurante l’ “Assunzione della Vergine“.
Annibale Carracci e Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio erano i pittori più richiesti a Roma nel Seicento: il primo si era affermato per gli affreschi della Galleria Farnese a Palazzo Farnese, mentre il secondo con i dipinti per la cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi; stili e caratteri diversi li accomuna il lavoro compiuto congiuntamente nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo.
La tematica prettamente cristiana dell’ Assunzione di Maria in Cielo, ovvero della Vergine assunta alla gloria celeste con l’anima e con il corpo, era già stata precedentemente trattata dal Carracci in due precedenti opere: il dipinto l’Assunzione della Vergine realizzato tra il 1587 e il 1590 e conservato presso il Museo del Prado di Madrid e la tela l’ Assunzione, realizzata nel 1592 e conservata presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Il dipinto “Assunzione della Vergine” presenta una struttura piramidale con in alto la Vergine tra gli angeli, con le braccia aperte, e alle sue spalle si intravede il gruppo degli apostoli, tra incredulità e stupore, mentre in basso, davanti al sepolcro sono raffigurati san Pietro e san Paolo. I colori accessi e brillanti sottolineano il giusto equilibrio tra luci e ombre, anticipando l’arte barocca.
L’opera l’ “Assunzione della Vergine” riprende, sia sotto il profilo compositivo che cromatico, la Trasfigurazione di Raffaello, databile al 1518-1520 e conservato nella Pinacoteca vaticana.
Santa Margherita - Annibale Carracci - Chiesa di S. Caterina dei Funari
Santa Margherita
Annibale Carracci
Chiesa di S. Caterina dei Funari
Era il 1599 quando Gabriele Bombasi commissionò ad Annibale Carracci la Santa Margherita d’Antiochia nella chiesa di Santa Caterina dei Funari. L’immagine di Margherita riprende fedelmente quella della Santa Caterina nella Madonna di San Luca, eseguita da Annibale nel 1592 a Reggio Emilia e oggi al Louvre.
Mangiafagioli - Annibale Carracci - Galleria Colonna
Mangiafagioli
Annibale Carracci
Galleria Colonna
La prima testimonianza del dipinto raffigurante il Mangiafagioli è del 1679 e documenta la sua appartenenza al cardinale Lazzaro Pallavicini, che con molta probabilità acquistò l’opera a Bologna tra il 1670 e il 1673, assieme ad altre opere di pittori bolognesi. In seguito, il dipinto fu ceduto ai principi Colonna e fu quindi trasferito nella galleria di Palazzo Colonna, dove tuttora si trova.
Il Mangiafagioli, nel periodo del Novecento, fu attribuito a Pietro Paolo Bonzi e poi a Bartolomeo Passarotti. Soltanto negli anni Cinquanta, in seguito ad un restauro della tela, l’opera fu nuovamente attribuita ad Annibale Carracci da Gian Carlo Cavalli e da quel momento la sua autografia non fu più messa in dubbio.
Susanna e i vecchioni - Annibale Carracci - Galleria Doria Pamphilj
Susanna e i vecchioni
Annibale Carracci
Galleria Doria Pamphilj
Susanna e i vecchioni è un dipinto , del bolognese Annibale Carracci, Attualmente conservato presso la Galleria Doria Pamphilj.
Venne realizzato sotto commissione del Cardinale Facchinetti che chiese a Carracci di dipingere il noto soggetto biblico su cui già tanti altri artisti a lui coevi o vicini (Tintoretto, Procaccini, Rubens, Gentileschi) si erano cimentati. L'opera è stata definitivamente attribuita al pittore emiliano soltanto in tempi piuttosto recenti.
Il dipinto Susanna e i vecchioni viene eseguito dal pittore bolognese nel 1604 a Roma e viene rappresentata la storia biblica di Susanna, donna virtuosa e casta, sorpresa seminuda da due uomini anziani (i vecchioni) mentre fa il bagno, intimidita da questi con la minaccia che qualora la giovane ragazza non avesse appagato i loro desideri sessuali la avrebbero accusata di adulterio riferendo al marito di averla scoperta con un amante.
Sansone in carcere - Annibale Carracci - Galleria Borghese
Sansone in carcere
Annibale Carracci
Galleria Borghese
San Diego di Alcalà presenta il figlio di Juan de Herrera a Gesù - Annibale Carracci - Chiesa di S. Maria in Monserrato degli Spagnoli
San Diego di Alcalà presenta il figlio di Juan de Herrera a Gesù
Annibale Carracci
Chiesa di S. Maria in Monserrato degli Spagnoli
Traslazione della Santa Casa - Annibale Carracci - Chiesa di S. Onofrio al Gianicolo
Traslazione della Santa Casa
Annibale Carracci
Chiesa di S. Onofrio al Gianicolo
La Madonna di Loreto del Carracci, più comunemente chiamata la Traslazione della Santa Casa, è stato dipinto tra il 1604 e il 1606, per la chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo a Roma, questo olio riproduce l'iconografia classica della traslazione della Santa Casa di Nazaret.
La scena sacra vede Maria con in braccio Gesù Bambino, portata in cielo su una nube da una schiera di angeli; insieme a lei, sulla nube accanto, è innalzata anche la sua casetta di Nazaret.
La storia di questo miracolo inizia nel 1291, anno che segna la caduta dell'ultima roccaforte cristiana in Terra Santa, San Giovanni d'Acri, con la cacciata dei crociati. Proprio qualche giorno prima della loro definitiva sconfitta, ad opera dei musulmani, la Santa Casa di Nazaret fu staccata dalle sue fondamenta e portata in volo dagli angeli a Tersatto, oggi un quartiere della città di Fiume, in Croazia: ciò avvenne, all'improvviso, la notte tra il 9 e il 10 maggio 1291.
La sacra dimora dove era nata la Santissima Vergine e che era stata il luogo dell'Annunciazione e dell'Incarnazione di Nostro Signore, dove il Bambin Gesù era cresciuto sotto le cure di Maria e Giuseppe, veniva così provvidenzialmente messa al sicuro dalla minaccia di distruzione per mano turca. Successivamente la casa fu traslata altre quattro volte, approdando da ultimo, nel 1926, a alla collocazione attuale a Loreto.
martedì 2 aprile 2024
San Francesco d'Assisi - Annibale Carracci - Galleria Borghese
San Francesco d'Assisi
Annibale Carracci
Galleria Borghese
L’opera può essere identificata con la tela segnalata nell’inventario del sequestro del Cavalier d’Arpino eseguito dai fiscali di Paolo V nel 1607.
La
tela, probabilmente dipinta su influenza del cardinale Gabriele Paleotti,
autore a Bologna del Discorso intorno alle immagini sacre e
profane, riveste un particolare interesse iconografico per il trattamento del tema
del rosario e dell’adorazione del Crocifisso, qui stretti tra le mani di
Francesco d'Assisi insieme a un teschio, simbolo di vanitas legato al memento mori.
Biografia di Annibale Carracci
Biografia di Annibale Carracci Annibale Carracci, pittore italiano nasce a Bologna nel 1560, probabilmente in una famiglia di artisti, all...













