Sansone in carcere
Annibale Carracci
Galleria Borghese
Nell'opera dunque non c'è ancora nessuna azione, la splendida figura, monumentale nella sua muscolatura, emerge dal fondo scuro, non è possibile neanche osservarne il volto, in ombra grazie alla sua posizione di scorcio.
Tutta l'attenzione è rivolta alla figura dell'eroe: la gamba flessa, le braccia dietro la schiena, sono motivi che dimostrano l'attento studio anatomico reso da uno dei più grandi protagonisti della pittura del primo Seicento barocco.
Il dipinto è ricordato nella collezione di Scipione Borghese a partire dal 1650, ma non rimangono notizie circa la sua commissione e datazione. Quest'ultima – 1590/95- è stata riferita al periodo in cui Annibale, uno dei fondatori dell'Accademia degli Incamminati, era attivo a Bologna, nella realizzazione della decorazione di Palazzo Fava.

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