San Francesco d'Assisi
Annibale Carracci
Galleria Borghese
L’opera può essere identificata con la tela segnalata nell’inventario del sequestro del Cavalier d’Arpino eseguito dai fiscali di Paolo V nel 1607.
La
tela, probabilmente dipinta su influenza del cardinale Gabriele Paleotti,
autore a Bologna del Discorso intorno alle immagini sacre e
profane, riveste un particolare interesse iconografico per il trattamento del tema
del rosario e dell’adorazione del Crocifisso, qui stretti tra le mani di
Francesco d'Assisi insieme a un teschio, simbolo di vanitas legato al memento mori.

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