Paesaggio con la fuga in Egitto
Annibale Carracci
Galleria Doria Pamphilij
È l’elemento di punta delle cosiddette “Lunette Aldobrandini”, grazie alle quali si affermò il genere paesistico in pittura. Costituiva infatti una novità che temi sacri fossero situati su sfondi naturali a decorare una cappella e per questo l’opera fu esempio ed ispirazione per generazioni di pittori. Dipinta a Roma fra il 1604 e il 1613 per il cardinale Pietro Aldobrandini, la serie descrive l’uomo e l’ambiente con grande armonia e toni classicheggianti con una concezione eroica e aulica della natura.
Ogni lunetta risulta classicamente bilanciata nella composizione e ricorda edifici antichi, concorrendo alla creazione del cosiddetto “paesaggio ideale”.
L’esecuzione di questo pezzo viene quasi unanimemente assegnata ad Annibale Carracci, mentre gli elementi compagni sono in genere ritenuti di Francesco Albani e/o di altri suoi affermati collaboratori (Domenichino, Lanfranco e Sisto Badalocchio). È fra i capolavori giunti ai Pamphilj attraverso la dote di Olimpia Aldobrandini nel 1647.

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