martedì 9 aprile 2024

Biografia di Annibale Carracci

 Biografia di Annibale Carracci


Annibale Carracci, pittore italiano nasce a Bologna nel 1560, probabilmente in una famiglia di artisti, all'interno della quale fece il suo primo apprendistato.
Nel 1582, Annibale, suo fratello Agostino e suo cugino Ludovico Carracci aprono uno studio di pittori chiamato inizialmente l'Accademia dei Desiderosi (desideroso di fama e di apprendimento) e successivamente degli Incamminati (Progressisti, artisti aperti ad un nuovo stile).

Annibale Carracci e la sua scuola pone l'attenzione sulla tecnica di disegno lineare, come la Pittura Fiorentina di Raffaello e di Andrea del Sarto, mentre i colori luminosi e la definizione degli oggetti, prendono come modello i Pittori Veneziani, in particolare le opere del Tiziano, che Annibale ed il fratello hanno studiati durante i loro viaggi in giro per l'Italia fra il 1580, 1581 per ordine del padre, Lodovico Carracci. Questa doppia fonte d'ispirazione sarebbe diventato il tratto distintivo degli artisti del Barocco Emiliano o Scuola Bolognese fondatore insieme ad Agostino e Ludovico dell'Accademia degli Incamminati.

Molte opere giovanili dipinte a Bologna dai Carracci, non sono attribuibili ad uno o all'altro dei pittori che probabilmente contribuivano a creare. Le prime opere di Annibale Carracci sono dipinti con soggetti di genere come la Bottega del macellaio e il Mangia fagioli, ; il Ritratto di Musico della Galleria Nazionale di Napoli e due Autoritratti che che si trovano alla Galleria degli Uffizi a Firenze e alla pinacoteca di Brera, caratterizzati da un forte Realismo.

Tra i 1588 il 1590 Annibale Carracci lavorò con Agostino e Ludovico agli affreschi di palazzo Magnani a Bologna e per questi grandi e magistrali affreschi, Annibale viene mandato a Roma dal Duca di Parma da suo fratello, il cardinale Odoardo Farnese, che voleva decorare il piano nobile del grande Palazzo Farnese.

Nel 1595 Annibale Carracci è impegnato a dipingere le storie di Ercole e Ulisse in un ciclo decorativo organizzato in una serie di riquadri autonomi del quale sono illustrate episodi di mitologici tra i quali spicca il famoso Trionfo di Bacco Arianna; delle decorazioni di Palazzo Farnese di Roma, faceva parte anche la tela con Ercole al bivio che oggi si trova al museo di Capodimonte a Napoli.

Mentre lavorava a Palazzo Farnese, Annibale realizzò altre opere come la Natività della Vergine che oggi si trova al Louvre a Parigi, la Pietà del Museo Nazionale di Napoli, l'Assunzione che si trova nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo a Roma.

Tra i 1603 il 1604, il pittore lavorò alla decorazione delle lunette nella cappella di Palazzo Aldobrandini con Storie della Vergine tra le quali la bellissima Fuga in Egitto nel quale il paesaggio diventa il soggetto principale dell'intero dipinto che oggi si trova a Roma alla Galleria Doria Pamphili.

Altre opere da ricordare sono la Madonna detta del silenzio e San Giovanni nel deserto dipinti tra il 1598 ed il 1601 che si trovano a Londra alla National Gallery, la Samaritana al pozzo e la Pietà del 1603 circa che si trovano a Vienna al Kunsthistorisches Museum, il Martirio di S. Sebastiano del 1604 circa, che si trova al Louvre a Parigi.

Le tematiche di Annibale Carracci furono decisamente eclettiche: paesaggi, scene di genere, ritratti, autoritratti, scene religiose e mitologiche e fu uno dei primi pittori italiani a dipingere una tela in cui il
paesaggio ha la priorità sulle figure, come la nella sua magistrale La fuga in Egitto.
Annibale Carracci morì a Roma nel 1609 e il suo stile pittorico venne proseguito dal Domenichino, suo allievo prediletto, dal Giovanni Lanfranco e Sisto Badalocchio.



sabato 6 aprile 2024

San Francesco penitente - Annibale Carracci - Pinacoteca Capitolina

 San Francesco penitente

Annibale Carracci

Pinacoteca Capitolina


San Francesco Penitente è un dipinto (olio su tela) realizzato intorno al 1585 dal pittore bolognese.

Il dipinto San Francesco Penitente a carattere religioso risente in parte degli schemi della Controriforma e del Concilio di Trento (1545 – 1563), e raffigura il Santo in un atteggiamento intimo e devozionale, circondato dai classici oggetti penitenziali: il piccolo Crocifisso, il teschio e il libro.




Trittico della Deposizione - Annibale Carracci - Palazzo Barberini

 Trittico della Deposizione

Annibale Carracci

Palazzo Barberini


L’altarolo venne commissionato dal cardinale Odoardo Farnese, che con le grandi imprese decorative di Palazzo Farnese, prime fra tutte la Galleria, aveva inaugurato la fortuna della scuola bolognese a Roma.

L’altarolo, prezioso oggetto di devozione privata, ha una forma a trittico, con le ante laterali richiudibili e dipinte su entrambi i lati. Nello scomparto centrale è raffigurata una scena di Compianto, con i personaggi disposti a ventaglio: in piedi, ammantata di rosso, la Maddalena, alla quale segue Giovanni,
chinatosi a sorreggere Maria, ormai priva di sensi; infine, il corpo di Gesù, armonioso seppur esanime, la cui forma serpentinata è ricorrente nelle numerose Pietà dipinte da Annibale Carracci.

Negli scomparti laterali interni, si trovano santa Cecilia a sinistra, con iscrizioneANGELO.AMATORE BEATISSIMA VIRGO), sant’Ermenegildo (a destra, corredato dalla frase REX REGEM REGUM COLUIT); in basso, scene del loro martirio. Sulle facce esterne, invece, san Michele Arcangelo e l’angelo custode, sormontati rispettivamente da Cristo e Dio Padre.




Ritratto di Giovane - Annibale Carracci - Palazzo Barberini

 Ritratto di Giovane

Annibale Carracci

Palazzo Barberini


Il ritratto, di ottima qualità stilistica, è stato attribuito al Carracci dallo storico dell'arte Dennis Mahon nel 2000. 
Nel ritratto si può osservare il volto di un giovane dal modellato evidente in cui si descrivono le varie parti della fisionomia con un leggero chiaroscuro, la pelle col suo colorito e priva di rughe, rivela la giovane età del soggetto, il quale indossa una casacca ampia di velluto nero dal cui scollo fuoriesce una gorgiera bianca e plissettata tipica dell'epoca. Il fondo è monocromatico e la figura, ritratta di 3/4 con una espressione fiera e compiaciuta con lo sguardo rivolto all'osservatore che sembra stabilire, con quest'ultimo, un contatto diretto.

N.B.
Annibale Carracci svolge la sua attività iniziale a Bologna e, nell'ultimo ventennio del '500 fonda, assieme al fratello Ludovico e al cugino Agostino, l'Accademia degli Incamminati dove, più che l' approfondimento di principi teorici, si svolge uno studio legato alla pratica di bottega proponendo modelli che rimandano al "vero naturale" pur tenendo presente i principi classici della tradizione rinascimentale.
Analogamente al suo contemporaneo Michelangelo Merisi, inizierà un processo di riforma della pittura che abbandonerà i virtuosismi del manierismo e riporterà l'arte figurativa, sia pure con modalità diverse, alla natura e alla verosimiglianza delle immagini.


Giovane Uomo - Annibale Carracci - Palazzi Spada

 Giovane Uomo

Annibale Carracci

Palazzi Spada


Nell’opera sono presenti elementi tipici del bozzetto che rimandano ai ritratti eseguiti dal pittore nel corso dell’ultimo decennio del Cinquecento, caratterizzati dall’essenzialità del tratto veloce, dalla sobrietà cromatica, dall’intenzione di conferire all’immagine una valenza psicologica e, allo stesso tempo, una dimensione realistica.
L’artista, escludendo ogni accenno ambientale o di costume, si concentra solamente sul volto, a cui riesce a imprimere un’espressione particolarmente vitale.

Inizialmente il dipinto era esposto nella stanza a volta contigua alla sala del Casino di Tivoli, la villa fuori porta dove il Cardinale Bernardino Spada soleva trascorrere le vacanze estive; successivamente, il dipinto si trova citato come abbozzo di Annibale Carracci negli elenchi inventariali dell’Ottocento e dei primi del Novecento tra le opere della prima Sala della Galleria di Palazzo Spada.

Nel 1951 Federico Zeri, in occasione del riassetto del Museo per la sua riapertura al pubblico, lo sposta nella terza sala dove è tutt’ora presente. Zeri data il dipinto al periodo 1598-1600 e lo associa al Ritratto di giovane ridente della Galleria Borghese, ritenuto coevo e di analoga freschezza e scioltezza-


Paesaggio con la fuga in Egitto - Annibale Carracci - Galleria Doria Pamphilij

 Paesaggio con la fuga in Egitto

Annibale Carracci

Galleria Doria Pamphilij


È l’elemento di punta delle cosiddette “Lunette Aldobrandini”, grazie alle quali si affermò il genere paesistico in pittura. Costituiva infatti una novità che temi sacri fossero situati su sfondi naturali a decorare una cappella e per questo l’opera fu esempio ed ispirazione per generazioni di pittori. Dipinta a Roma fra il 1604 e il 1613 per il cardinale Pietro Aldobrandini, la serie descrive l’uomo e l’ambiente con grande armonia e toni classicheggianti con una concezione eroica e aulica della natura.

Ogni lunetta risulta classicamente bilanciata nella composizione e ricorda edifici antichi, concorrendo alla creazione del cosiddetto “paesaggio ideale”.
L’esecuzione di questo pezzo viene quasi unanimemente assegnata ad Annibale Carracci, mentre gli elementi compagni sono in genere ritenuti di Francesco Albani e/o di altri suoi affermati collaboratori (Domenichino, Lanfranco e Sisto Badalocchio). È fra i capolavori giunti ai Pamphilj attraverso la dote di Olimpia Aldobrandini nel 1647.




mercoledì 3 aprile 2024

Gli amori degli dèi - Trionfo di Bacco e Arianna - Annibale Carracci - Palazzo Farnese

  Gli amori degli dèi - Trionfo di Bacco e Arianna

Annibale Carracci

Palazzo Farnese


Il cardinale Odoardo Farnese commissiona la decorazione della Galleria del palazzo di famiglia ad Annibale Carracci e agli artisti che lo avevano seguito in città, tra cui il fratello Agostino e il giovane Domenichino. La Galleria, un lungo e stretto salone in cui i Farnese avevano raccolto la loro collezione di antichità, è affrescata fra il 1598 e il 1601 e diventa ben presto uno dei cicli più importanti del Seicento italiano. Non è chiara l’esatta motivazione nella scelta dei soggetti degli Amori degli dèi, che culminano nel centrale Trionfo di Bacco e Arianna: una delle ipotesi, su cui però non tutti i critici sono concordi, è che la decorazione sia stata commissionata per celebrare il matrimonio di Ranuccio Farnese, duca di Parma e Piacenza, con Margherita Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII, avvenuto il 7 maggio del 1600.

Nel riquadro centrale ,"Il Trionfo di Bacco e Arianna" rappresenta un corteo nuziale, con i due sposi, Bacco e la mortale Arianna, seduti su due carri, uno dei quali è dorato e trainato da due tigri, l’altro argentato trainato da due arieti.I carri avanzano accompagnati da figure danzanti, che recano strumenti musicali, stoviglie e ceste con le cibarie, secondo la tipica iconografia della celebrazione dionisiaca.    Negli altri riquadri :

Pan e Diana: Il tema di questo quadro riportato è tratto dalle Georgiche di Virgilio, dove si narra di come la casta dea Diana sia stata sedotta da Pan con l’offerta di bianchissime lane  

Mercurio e Paride: Mentre Paride è seduto sotto un albero in compagnia del suo cane, piomba dall’alto Mercurio che gli consegna il pomo d’oro che l’eroe troiano utilizzerà nel celebre giudizio che da lui prende il nome e dal quale scaturirà la guerra di Troia.

Polifemo e GalateaLa storia narrata è tratta dalle Metamorfosi di Ovidio: il brutale ciclope Polifemo si è innamorato della nereide Galatea 

 Polifemo e AciLa scena è sempre tratta dalla  Metamorfosi di Ovidio ,  Polifemo, concluso il suo canto per l’amata, si imbatte in Galatea ed Aci che amoreggiano

 Giove e Giunone : Il riquadro con Giove e Giunone è tratto dall’Iliade e raffigura il momento in cui Giunone cerca di distrarre Giove, seducendolo, dalle sorti della guerra di Troia

 Diana e EndimioneIn questo riquadro Selene  addormenta eternamente il giovane e bellissimo pastore per amarlo mentre egli dorme

 Ercole e Iole : La scena mostra Ercole in attitudini femminili mentre Iole indossa la pelle del leone di Nemea e impugna la clava (tipici attributi di Ercole)


Assunzione della Vergine - Annibale Carracci - Chiesa di S. Maria del Popolo

  Assunzione della Vergine

Annibale Carracci

Chiesa di S. Maria del Popolo



L’ “Assunzione della Vergine” è un dipinto (olio su tavola, cm 245×155) realizzato tra il 1600 e il 1601 dal pittore italiano, di origine bolognese, Annibale Carracci, e attualmente conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

La Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo, dove il dipinto è collocato, appartiene al cardinale Tiberio Cerasi, tesoriere di Papa Clemente VIII, il quale intorno al 1600 commissiona al Caravaggio due tele, la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo” e ad Annibale Carracci la pala d’altare raffigurante  l’ “Assunzione della Vergine“.

Annibale Carracci e Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio erano i pittori più richiesti a Roma nel Seicento: il primo si era affermato per gli affreschi della Galleria Farnese a Palazzo Farnese, mentre il secondo con i dipinti per la cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi; stili e caratteri diversi li accomuna il lavoro compiuto congiuntamente nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo.

La tematica prettamente cristiana dell’ Assunzione di Maria in Cielo, ovvero della Vergine assunta alla gloria celeste con l’anima e con il corpo, era già stata precedentemente trattata dal Carracci in due precedenti opere: il dipinto l’Assunzione della Vergine realizzato tra il 1587 e il 1590 e conservato presso il Museo del Prado di Madrid e la tela l’ Assunzione, realizzata nel 1592 e conservata presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Il dipinto “Assunzione della Vergine” presenta una struttura piramidale con in alto la Vergine tra gli angeli, con le braccia aperte, e alle sue spalle si intravede il gruppo degli apostoli, tra incredulità e stupore, mentre in basso, davanti al sepolcro sono raffigurati san Pietro e san Paolo. I colori accessi e brillanti sottolineano il giusto equilibrio tra luci e ombre, anticipando l’arte barocca.

L’opera l’ “Assunzione della Vergine” riprende, sia sotto il profilo compositivo che cromatico, la Trasfigurazione di Raffaello, databile al 1518-1520 e conservato nella Pinacoteca vaticana.

 

Santa Margherita - Annibale Carracci - Chiesa di S. Caterina dei Funari

 Santa Margherita

Annibale Carracci

Chiesa di S. Caterina dei Funari


 
Era il 1599 quando Gabriele Bombasi commissionò ad Annibale Carracci la Santa Margherita d’Antiochia nella chiesa di Santa Caterina dei Funari. L’immagine di Margherita riprende fedelmente quella della Santa Caterina nella Madonna di San Luca, eseguita da Annibale nel 1592 a Reggio Emilia e oggi al Louvre.

Margherita, raffigurata in abiti d’epoca, è immersa nella campagna romana mentre calpesta il drago tenendo un libro sacro e la palma simbolo del suo martirio. La santa indica con la mano destra verso il cielo e poggia il gomito su un altare in marmo, come se ne potevano vedere molti all’epoca, con la scritta "Sursum corda", ovvero, "in alto i cuori", un’invocazione quasi a voler rialzare il livello artistico del tempo. Si tratta di una vera rivoluzione e un importante spartiacque per la storia dell’arte moderna.

Il dipinto archivia definitivamente il manierismo e la sua rappresentazione solenne. Sta nascendo un nuovo paradigma, il barocco, di cui Annibale Carracci sarà uno degli antesignani insieme a Rubens e Caravaggio. La carica innovativa del dipinto fu percepita immediatamente, non appena il quadro fu esposto.

Sull’evento, scriverà più tardi, nel 1672, lo storico Giovan Pietro Bellori: «Collocato il quadro sull’altare per la novità vi concorsero i pittori e fra’ vari discorsi loro, Michel Angelo da Caravaggio,
dopo essersi fermato lungamente a riguardarlo, si rivolse e disse: “Mi rallegro che al mio tempo veggo pure un pittore”».

Mangiafagioli - Annibale Carracci - Galleria Colonna

  Mangiafagioli

Annibale Carracci

Galleria Colonna



Il Mangiafagioli è un dipinto di Annibale Carracci. Datato tra il 1584 e il 1585, si tratta verosimilmente del dipinto di genere più noto eseguito dal maestro bolognese. È custodito nella galleria di Palazzo Colonna a Roma.

La prima testimonianza del dipinto raffigurante il Mangiafagioli è del 1679 e documenta la sua appartenenza al cardinale Lazzaro Pallavicini, che con molta probabilità acquistò l’opera a Bologna tra il 1670 e il 1673, assieme ad altre opere di pittori bolognesi. In seguito, il dipinto fu ceduto ai principi Colonna e fu quindi trasferito nella galleria di Palazzo Colonna, dove tuttora si trova.

Il Mangiafagioli, nel periodo del Novecento, fu attribuito a Pietro Paolo Bonzi e poi a Bartolomeo Passarotti. Soltanto negli anni Cinquanta, in seguito ad un restauro della tela, l’opera fu nuovamente attribuita ad Annibale Carracci da Gian Carlo Cavalli e da quel momento la sua autografia non fu più messa in dubbio.

L’opera intitolata Mangiafagioli è considerata un capolavoro giovanile di Annibale Carracci. Il dipinto è, infatti, un importante esempio di pittura di genere.

Un uomo, forse un contadino, è seduto al tavolo e sta’ mangiando. L’immagine lo coglie nel momento in cui solleva il cucchiaio, pieno di fagioli. In testa porta un ampio cappello di paglia e, sopra la camicia, indossa un pesante gilet. Il suo viso si alza di scatto, rimane a bocca aperta e con il braccio sollevato.

Dal cucchiaio cadono alcune gocce di brodo. La sua espressione, infatti, è quella di una persona sorpresa dalla comparsa di un osservatore inaspettato. Con la mano sinistra copre la pagnotta dalla quale sta mangiando. Forse è un gesto istintivo scattato per difendere il pane. Sul tavolo il cibo è disposto ordinatamente. Al centro, la ciotola di fagioli dalla quale mangia, a sinistra alcuni cipollotti, una pagnotta, un piatto con della focaccia e un coltello. A sinistra, davanti ad un boccale, è disposto un calice con del vino. La tovaglia è immacolata e a sinistra una finestra illumina la scena.

Susanna e i vecchioni - Annibale Carracci - Galleria Doria Pamphilj

  Susanna e i vecchioni

Annibale Carracci

Galleria Doria Pamphilj


Susanna e i vecchioni è un dipinto , del bolognese Annibale Carracci, Attualmente  conservato presso la Galleria Doria Pamphilj.

Venne realizzato sotto commissione del Cardinale Facchinetti che chiese a Carracci di dipingere il noto soggetto biblico su cui già tanti altri artisti a lui coevi o vicini (Tintoretto, Procaccini, Rubens, Gentileschi) si erano cimentati. L'opera è stata definitivamente attribuita al pittore emiliano soltanto in tempi piuttosto recenti.


Il dipinto Susanna e i vecchioni viene eseguito dal pittore bolognese nel 1604 a Roma e viene rappresentata la storia biblica di Susanna, donna virtuosa e casta, sorpresa seminuda da due uomini anziani (i vecchioni) mentre fa il bagno, intimidita da questi con la minaccia che qualora la giovane ragazza non avesse appagato i loro desideri sessuali la avrebbero accusata di adulterio riferendo al marito di averla scoperta con un amante.

 

Sansone in carcere - Annibale Carracci - Galleria Borghese

 Sansone in carcere

Annibale Carracci

Galleria Borghese 



Il soggetto riprende il passo biblico dell'Antico Testamento , in cui Sansone, già imprigionato dagli uomini di Giuda per essere portato dai Filistei, sta per compiere la volontà divina.  Egli infatti, investito dallo Spirito Santo, riuscirà poco dopo a liberarsi dalle funi uccidendo con una mascella d'asino, riportata dall'artista ai suoi piedi, più di mille uomini. 

Nell'opera dunque non c'è ancora nessuna azione, la splendida figura, monumentale nella sua muscolatura, emerge dal fondo scuro, non è possibile neanche osservarne il volto, in ombra grazie alla sua posizione di scorcio. 

Tutta l'attenzione è rivolta alla figura dell'eroe: la gamba flessa, le braccia dietro la schiena, sono motivi che dimostrano l'attento studio anatomico reso da uno dei più grandi protagonisti della pittura del primo Seicento barocco.

Il dipinto è ricordato nella collezione di Scipione Borghese a partire dal 1650, ma non  rimangono notizie circa la sua commissione e datazione. Quest'ultima – 1590/95- è stata riferita al periodo in cui Annibale, uno dei fondatori dell'Accademia degli Incamminati, era attivo a Bologna, nella realizzazione della decorazione  di Palazzo Fava.

San Diego di Alcalà presenta il figlio di Juan de Herrera a Gesù - Annibale Carracci - Chiesa di S. Maria in Monserrato degli Spagnoli

San Diego di Alcalà presenta il figlio di Juan de Herrera a Gesù

Annibale Carracci

Chiesa di S. Maria in Monserrato degli Spagnoli


San Diego di Alcalà presenta il figlio di Juan de Herrera a Gesù è un dipinto di Annibale Carracci datato al 1606 circa, collocato in una cappella della chiesa di Santa Maria in Monserrato degli
Spagnoli, a Roma.

La tavola venne realizzata come pala d'altare della cappella familiare del banchiere spagnolo Juan Enriquez de Herrera (1539- 1610) e probabilmente fu l'ultima opera pubblica di Annibale
Carracci.

Nel registro superiore compare il Cristo in gloria assiso su una nuvola sorretta da cherubini. Ai lati due angeli oranti inquadrano la scena della parte alta della tavola che si staglia su un antichizzante fondale dorato, allusivo alla dimensione ultraterrena dell'apparizione.
Nel registro inferiore, San Diego, in saio francescano e in posizione scorciata, muove la sua mano destra verso il capo del piccolo Diego de Herrera, raccolto in preghiera, raccomandandolo al Signore mentre con la mano sinistra mostra un crocifisso all'osservatore.
Il registro inferiore è unanimemente ritenuto la parte qualitativamente più elevata dell'opera soprattutto per ciò che concerne la figura di Diego de Herrera, notevole saggio dell'abilità di ritrattista del Carracci.


 

Traslazione della Santa Casa - Annibale Carracci - Chiesa di S. Onofrio al Gianicolo

  Traslazione della Santa Casa

Annibale Carracci

Chiesa di S. Onofrio al Gianicolo


La Madonna di Loreto del Carracci, più comunemente chiamata la Traslazione della Santa Casa, è stato dipinto tra il 1604 e il 1606, per la chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo a Roma, questo olio riproduce l'iconografia classica della traslazione della Santa Casa di Nazaret.

La scena sacra vede Maria con in braccio Gesù Bambino, portata in cielo su una nube da una schiera di angeli; insieme a lei, sulla nube accanto, è innalzata anche la sua casetta di Nazaret.

La storia di questo miracolo inizia nel 1291, anno che segna la caduta dell'ultima roccaforte cristiana in Terra Santa, San Giovanni d'Acri, con la cacciata dei crociati. Proprio qualche giorno prima della loro definitiva sconfitta, ad opera dei musulmani, la Santa Casa di Nazaret fu staccata dalle sue fondamenta e portata in volo dagli angeli a Tersatto, oggi un quartiere della città di Fiume, in Croazia: ciò avvenne, all'improvviso, la notte tra il 9 e il 10 maggio 1291.

La sacra dimora dove era nata la Santissima Vergine e che era stata il luogo dell'Annunciazione e dell'Incarnazione di Nostro Signore, dove il Bambin Gesù era cresciuto sotto le cure di Maria e Giuseppe, veniva così provvidenzialmente messa al sicuro dalla minaccia di distruzione per mano turca. Successivamente la casa fu traslata altre quattro volte, approdando da ultimo, nel 1926, a alla collocazione attuale a Loreto.


martedì 2 aprile 2024

San Francesco d'Assisi - Annibale Carracci - Galleria Borghese

 San Francesco d'Assisi

Annibale Carracci

Galleria Borghese


L’opera può essere identificata con la tela segnalata nell’inventario del sequestro del Cavalier d’Arpino eseguito dai fiscali di Paolo V nel 1607. 

La tela, probabilmente dipinta su influenza del cardinale Gabriele Paleotti, autore a Bologna del Discorso intorno alle immagini sacre e profane, riveste un particolare interesse iconografico per il trattamento del tema del rosario e dell’adorazione del Crocifisso, qui stretti tra le mani di Francesco d'Assisi insieme a un teschio, simbolo di vanitas legato al memento mori.



Biografia di Annibale Carracci

 Biografia di Annibale Carracci Annibale Carracci, pittore italiano nasce a Bologna nel 1560, probabilmente in una famiglia di artisti, all...