Giovane Uomo
Annibale Carracci
Palazzi Spada
Nell’opera sono presenti elementi tipici del bozzetto che rimandano ai ritratti eseguiti dal pittore nel corso dell’ultimo decennio del Cinquecento, caratterizzati dall’essenzialità del tratto veloce, dalla sobrietà cromatica, dall’intenzione di conferire all’immagine una valenza psicologica e, allo stesso tempo, una dimensione realistica.
L’artista, escludendo ogni accenno ambientale o di costume, si concentra solamente sul volto, a cui riesce a imprimere un’espressione particolarmente vitale.
Inizialmente il dipinto era esposto nella stanza a volta contigua alla sala del Casino di Tivoli, la villa fuori porta dove il Cardinale Bernardino Spada soleva trascorrere le vacanze estive; successivamente, il dipinto si trova citato come abbozzo di Annibale Carracci negli elenchi inventariali dell’Ottocento e dei primi del Novecento tra le opere della prima Sala della Galleria di Palazzo Spada.
Nel 1951 Federico Zeri, in occasione del riassetto del Museo per la sua riapertura al pubblico, lo sposta nella terza sala dove è tutt’ora presente. Zeri data il dipinto al periodo 1598-1600 e lo associa al Ritratto di giovane ridente della Galleria Borghese, ritenuto coevo e di analoga freschezza e scioltezza-

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